Lettera aperta sul Piano Nazionale di Rugby Inclusivo in Spagna

My IMAS Placement by Max Landsborough
11/12/2020

Nel febbraio 2021, come anticipato durante l’ultima campagna presidenziale, la Federazione Spagnola di Rugby (FER) ha presentato ufficialmente il suo nuovo Piano Nazionale di Rugby Inclusivo (PNRI). Questo piano include un regolamento, nonché una serie di normative per regolamentare il ‘Circuito Nazionale di Rugby Inclusivo’, insieme ad alcune misure aggiuntive che ne consentano l’attuazione.

IMAS riconosce che la FER ha il diritto di attuare le politiche e le decisioni che ritiene appropriate nella sua giurisdizione, e siamo lieti che la federazione presti attenzione alle tematiche della diversità e dell’inclusione sociale.

Tuttavia, non siamo d’accordo con la filosofia di base né con la realizzazione pratica del menzionato piano. Siamo fermamente convinti che il PNRI promuova una visione arcaica del rugby e della società, priva di ambizione, e contraria a qualsiasi spirito veramente inclusivo.

L’attuazione del PNRI rappresenta un grave ostacolo alla lunga lotta delle persone con disabilità verso il riconoscimento dei propri diritti, in quanto la proposta della FER comporta l’adozione unilaterale di misure discriminatorie nei confronti dei partecipanti disabili (da loro chiamati “giocatori vulnerabili”).

Il PNRI propone la classificazione dei partecipanti in gruppi di “capacità” secondo un “passaporto” ottenuto dopo una valutazione funzionale lasciata nelle mani di esperti. Ciò non solo fa un uso improprio del concetto di “vulnerabilità” come un modo per separare ed etichettare le persone, ma non si pone nemmeno il problema de riconoscimento dei desideri, delle aspirazioni e i diritti umani più elementari.

Il PNRI propone l’identificazione dei giocatori attraverso caschetti di diversi colori (a seconda delle presunte capacità), nonché l’imposizione di regole adattate. Questo non solo distorce il gioco del rugby, ma lo rende completamente irriconoscibile fino a farlo diventare una presa in giro dell’inclusione. Inoltre, perpetua una mentalità protezionista e paternalistica che nega il diritto all’autodeterminazione delle persone disabili.

Tali imposizioni violano i diritti fondamentali delle persone e rappresentano un precedente pericoloso per tutti gli altri gruppi sociali che si trovano ad affrontare barriere alla partecipazione. La nostra capacità decisionale, il diritto all’autodeterminazione e il diritto all’interazione sociale paritaria sono in questo caso stati completamente ignorati.

Questa decisione unilaterale non tiene nemmeno conto della legislazione vigente, come la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con disabilità (che la Spagna ha ratificato il 3 dicembre 2007), o il Regio decreto legislativo 1/2013 del 29 novembre che approva il Texto Refundido conosciuto anche come Legge generale sui diritti delle persone con disabilità e la loro inclusione sociale. Entrambi i documenti sostengono il pieno diritto di accesso e partecipazione allo sport, su base paritaria, in contesti di base e locali, senza discriminazioni di alcun tipo.

Per tutti questi motivi, il PNRI non riflette in alcun modo la filosofia e la metodologia del Mixed Ability. È quanto di più lontano si possa trovare dai principi e dai valori che si riflettono nel nostro Manifesto e che sono sostenuti dal nostro movimento.

Il rugby Mixed Ability è nato per dare l’opportunità a qualsiasi persona, indipendentemente dalla sua capacità, esperienza pregressa, condizione di salute o livello di abilità, di giocare a rugby, come membro di un club di base, nelle nostre comunità, con compagni, amici e familiari, essendo “solo un altro giocatore” nella squadra. L’opportunità di giocare a rugby con le stesse regole, senza essere separati, valutati, classificati, etichettati o obbligati a far parte di un “circuito” separato.

Il successo del movimento Mixed Ability ha una storia lunga e di successo, a partire dal Galles negli anni ’90, e mostra che un’altra via è possibile. Esistono ad oggi più di 60 club Mixed Ability in tutto il mondo, che riconoscono il diritto di ognuno di prendere le proprie decisioni e di accettare i rischi, fornendo il supporto necessario per essere membri attivi delle nostre squadre, club e comunità.

A causa delle comunicazioni poco trasparenti su questo argomento, vogliamo chiarire che IMAS, così come il progetto MIXAR e l’International Mixed Ability Rugby Tournament (IMART) sono completamente estranei al PNRI e contrari alla filosofia e alla pratica contenute nel piano. Suggeriamo inoltre che il PNRI sia tutt’altro che innovativo e perpetui invece malintesi e idee pregiudizi sulla disabilità e sulla diversità.

IMAS ritiene un dovere nei confronti del nostro movimento, dei firmatari del nostro Manifesto, dei club che praticano il Mixed Ability ogni giorno in Spagna e nel resto del mondo, far sentire la nostra voce e non lasciare spazio ad equivoci circa la nostra posizione.

Pertanto, se credi nel diritto delle persone con disabilità di partecipare e competere come membri paritario di una squadra, firma il Manifesto, condividi questa lettera sui social media e scrivi alla FER via e-mail o tramite le reti sociali per esprimere la tua contrarietà.

Abbiamo già reso nota la nostra posizione al FER e al presidente Alfonso Feijoo, in modo construttivo, quasi un anno fa, chiedendo rassicurazioni sul fatto che il rugby Mixed Ability come promosso da IMAS, possa continuare ad essere praticato senza essere soggetto alle regole del PNRI.

Stiamo ancora aspettando una risposta.

Clicca QUI per firmare il Manifesto!

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